SANGUISUGHE

di Lorenzo Parolin[L8/622]

Hai voglia di lavorare?
Ok! Fa’ gli investimenti necessari e porta le fatture alla Banca Sociale (che oggi in Italia non c’è). Te le pagherà lei stampando moneta a vuoto.
Sei sicuro di quello che dici?
Certo, e non serve nemmeno alcuna garanzia, devi solo impegnarti a restituirla alla scadenza stabilita e a pagare gli interessi pattuiti, altrimenti finisci in galera.
Non capisco! Se mi fanno credito, qualcuno lo deve pur fare il prestito!
Certo! Poiché la banca pubblica ha stampato moneta a vuoto e l’ha messa in circolazione pagando le tue fatture, è come se avesse versato una caraffa d’acqua dentro la damigiana del vino sociale. Tutti se lo trovano diluito, perciò tutti ci perdono qualcosa. È la nazione intera che deve sopportare l’inflazione da diluizione; il prestito, perciò, lo fa la nazione, che però si rifà delle perdite incassando i tuoi interessi.
Man mano che restituisci il prestito, la banca può bruciare quei soldi o chiuderli in un magazzino in attesa di altri investitori. Così è come se l’acqua venisse estratta dal vino e l’inflazione annullata.
Hai capito? Uno stato serio, soldi ne può stampare tanti quanta è la buona volontà di intraprendere dei suoi cittadini!
Perché dunque aspettare che siano gli investitori stranieri e le banche private a portare i soldi, pure essi stampati a vuoto, e a prendere per sè gli interessi? Possiamo arrangiarci da soli senza subire alcuno sfruttamento.
E invece siamo degli imbecilli: ci lasciamo fregare di continuo!
Se il popolo fosse un po’ più sveglio staccherebbe con un colpo netto di rasoio le teste succhianti delle sanguisughe dal suo corpo: i suoi colori ritornerebbero presto.
Ma se le cose sono così semplici come le fai tu, perché nessuno le ha mai proposte con forza?
Primo, perché tutti quelli che dovrebbero proporle morirebbero di fame e dovrebbero adattarsi a lavorare per vivere.
Secondo, perché il popolo è così abituato ad essere schiavo che non osa pensare alla liberazione. Aprirà pure gli occhi un bel giorno!
L’unica cosa che non serve all’Italia è attirare investitori dall’estero, si inviterebbero a nozze degli sfruttatori. Serve invece organizzare l’operosità della nazione stampando gratis i soldi, e a fine prestito bruciarli. I finanziatori finali sono sempre e solo i cittadini. Le banche e i capitalisti sono solo passaggi costosi in più: intermediari inutili, rivenditori da eliminare senza pietà. Contro i parassiti si esegua la disinfestazione.
Per lavorare non sono necessari i soldi, ma qualcuno che faccia credito.   I soldi stampati a vuoto sono un modo semplice per fare la colletta, a cui non c’è motivo di sottrarsi, perché ciò che si presta viene restituito tutto: alla banca il capitale, al popolo gli interessi.

 

[rif. www.lorenzoparolin.it L8/622]